Gli ascolti di Sanremo 76 tra TV, digital e social
L’edizione appena terminata del Festival di Sanremo si inserisce in un febbraio televisivamente molto denso, segnato anche dalla presenza delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, cui faranno seguito le Paralimpiadi a partire dai prossimi giorni. Nonostante due eventi live di tale portata, l’andamento complessivo del Totale TV Riconosciuto – popolato dagli editori misurati da Auditel – registra, in termini di total audience, un calo dell’1,7% in AMR rispetto allo stesso mese del 2025. Considerando l’intera giornata di programmazione, Rai è l’unico editore a chiudere febbraio con il segno positivo (+4,3%), proprio grazie alla forza trainante di questi appuntamenti. In prima serata, invece, a crescere è solo Mediaset (+6,8%), mentre la stessa Rai, pur sostenuta dalla settimana sanremese, registra un lieve arretramento (-0,9%). Parallelamente, il segmento di consumi mediali rappresentato dall’ascolto Non Riconosciuto continua la sua espansione: +4,4% in AMR e +2,2% in daily reach rispetto a un anno fa. Tutti indicatori che confermano, dunque, la tendenza a più riprese evidenziata negli Annuari della TV: i grandi eventi generalisti continuano a produrre concentrazioni di pubblico importanti, ma all’interno di una platea televisiva che palesa segnali di contrazione; al contempo, però, il pubblico mediale fluisce verso altre forme di consumo – dallo streaming, ai social media, al gaming – non pienamente tracciate nell’attuale conformazione del sistema Auditel. Sul versante lineare – escludendo, per il momento, l’apporto degli small screen – le cinque serate del Festival si confermano, come di consueto, su livelli elevati, ancorché inferiori alle edizioni degli ultimi anni. La media delle cinque serate si attesta a 9,8 milioni di spettatori medi e al 63% di share, con un picco positivo di 10,7 milioni e 69% di share nella finale di sabato 28 febbraio (considerando la diretta fino alle 2 di notte). In total audience, invece, l’AMR complessivo delle cinque serate giunge a quota 10,1 milioni di spettatori, mentre la serata conclusiva arriva a 11 milioni. Prendendo invece in esame il fronte digital – ovvero i consumi ascrivili ai device connessi – nel mese di febbraio i consumi totalizzati dai player Rai crescono del 22% rispetto al 2025, a fronte di un incremento medio del +7% registrato tra tutti gli editori monitorati da Auditel. Anche in termini di tempo speso a febbraio Rai fa meglio dei concorrenti, con un +6%, contro una crescita media dell’1% tra tutti i broadcaster. Stante questo trend di crescita anno su anno, se si isola il solo perimetro di Sanremo il confronto appare negativo. In primo luogo, rileviamo che sono in media 450 mila device connessi a serata ad avere seguito il festival non sullo schermo televisivo: il 20% in meno rispetto all’edizione passata. Di questi, circa 258 mila a serata sono small screen, con un picco oltre i 290 mila all’avvio della manifestazione. Più nel dettaglio, il totale dei stream live erogati nelle cinque serate raggiunge 13,4 milioni, un cumulato del 21% inferiore rispetto al 2025. Il tempo speso in diretta cala invece del 18%, attestandosi a circa 10,6 milioni di ore. Il saldo, tuttavia, resta positivo rispetto al 2024 (quando l’AMR-D era sostanzialmente identico ma inferiori del 9% gli stream e del 5% il TTS) e ancor di più in rapporto al 2023 e al 2022: rispetto a quest’ultima annualità, il comparto digital live è cresciuto di oltre il 100%. Un andamento analogo, anche se con volumi differenti, si rileva anche sul versante VOD. Gli stream on demand si fermano a 22,3 milioni (-22% sul 2025), mentre il TTS raggiunge 172 milioni di ore (-12%). Anche qui il confronto con il 2024 è negativo in misura simile e più contenuto rispetto al 2023 (-4% LS, +2% TTS). Per trovare una crescita davvero marcata bisogna tornare, anche in questo caso, al 2022: da allora l’aumento è del 9% nei LS e del 55% nel TTS. Nel complesso, dunque, il digital segna un evidente passo indietro nell’ultimo anno, ma rimane strutturalmente su livelli molto più elevati rispetto al periodo di graduale uscita dalla pandemia. Consideriamo, infine, la conformazione della reach di Sanremo. La reach media dell’intera manifestazione sulla TV lineare è del 38,6%, con un picco del 40,2% nell’ultima serata, pari a circa 23 milioni di persone. Questo bacino di audience viene però significativamente ampliato dal contributo dei player digitali misurati direttamente da Auditel e dall’incremento proveniente dai social media – in questo caso solo Instagram e Facebook – che apportano mediamente un ulteriore 19,8% di copertura. L’ultima serata, in particolare, registra l’incremento massimo, garantendo un 24,1% di reach aggiuntiva, pari a ulteriori 13,8 milioni di individui e portando la finale oltre il 64% di copertura e prossima ai 37 milioni di spettatori. Valutando in modo olistico l’intero arco dell’evento – tra TV, player digitali e social media – la reach cumulata delle cinque giornate del Festival raggiunge l’85,8% della popolazione, pari a 49,2 milioni di individui. Di questa copertura complessiva, il 60,7% è apportato dalla TV lineare, mentre il 25,1% deriva appunto dal comparto digitale e social. All’interno di questa ampia platea complessiva, è però interessante porre l’enfasi su due polarità significative: una quota pari al 21,9% di reach è composta da spettatori intercettati esclusivamente dalla tv lineare, mentre un ulteriore 17,2% di copertura proviene da un pubblico entrato in contatto con la manifestazione solo tramite i canali social. Tra queste modalità di fruizione contrapposte si colloca un nucleo particolarmente consistente di individui (26,6% di reach) che hanno seguito Sanremo coniugando la TV lineare, i social e le estensioni digitali dei broadcaster, delineando un profilo di consumo pienamente cross-mediale. (Giovanni Ceccatelli)









