Annuario TV

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I film più forti su Netflix nel 2025

Proseguiamo il nostro monitoraggio sul mercato dello streaming statunitense – basato, come di consueto, sulle classifiche settimanali Nielsen – focalizzandoci sulle performance registrate nel 2025 dai film disponibili nel catalogo Netflix. In questo caso, dove possibile, porremo in dialogo le stime di Nielsen con i dati censuari forniti da Netflix tramite i due Engagement Report relativi al 2025. Ricordiamo che questi ultimi fanno riferimento all’audience globale del servizio su base semestrale, offrendo dunque un dato di matrice differente rispetto a quello di Nielsen. Ciò detto, una lettura parallela delle due fonti offre alcuni spunti interessanti sul ruolo assunto dai film nella proposta editoriale di Netflix e, più in generale, sul posizionamento del servizio nell’ecosistema streaming. Innanzitutto, dei 34 film che nel 2025 hanno raggiunto almeno una volta la Top 10 Nielsen – un numero leggermente inferiore rispetto agli anni precedenti – sono 22 quelli a essere entrati in classifica mentre erano disponibili su Netflix. Si tratta di un rapporto pressoché analogo a quello registrato nel 2024, quando la quota Netflix sui 41 film totali entrati nei ranking nel corso dell’anno era stata del 71% (29 titoli).  Valutando invece le occorrenze complessive dei film – considerato che molti dei titoli in questione stazionano in Top 10 per più di una settimana – sale a 52 il dato di presenze di Netflix nel corso delle 52 settimane del 2025 qui analizzate. Stante dunque lo strapotere di Netflix sul versante seriale, anche per quel che riguarda il cinema in streaming il servizio si impone ormai come una presenza costante: lo abbiamo già sottolineato in precedenti articoli, ma vale la pena rimarcare che Netflix è in buona sostanza l’unico streamer in grado di generare in modo continuativo una forte sincronizzazione di consumi attorno ai film in piattaforma. Basti pensare, in merito, che il competitor più vicino per numero di occorrenze in classifica è Disney+, i cui film sono entrati in Top 10 Nielsen solo in 8 occasioni (di cui 3 sono ascrivibili a un unico titolo family particolarmente forte, Moana 2). Come già evidenziato nella nostra analisi relativa all’estate 2025, l’emblema della posizione unica detenuta da Netflix tra gli operatori OTT sono le 18 settimane di permanenza in Top 10 Nielsen totalizzate da KPop Demon Hunters. Dall’avvio della misurazione dei consumi settimanali in streaming da parte di Nielsen – risalente al settembre del 2020 – nessun film aveva mai stazionato così a lungo all’interno dei dieci contenuti più visti. Nelle 18 settimane in questione – interessate anche dalla duplice release in sala del film, seppur solo in forma di evento, prima tra il 23 e il 24 agosto e poi ad Halloween – KPop Demon Hunters ha totalizzato 264 milioni di ore di visione sulle TV connesse statunitensi (equivalenti a circa 158 milioni di riproduzioni integrali). Il cartone animato prodotto da Sony risulta anche il film di gran lunga più visto su Netflix nel 2025 secondo i dati dei due Engagement Report, con oltre 500 milioni di views (ipotizzando sempre la riproduzione per intero) e 925 milioni di ore di visione. Si tratta di volumi di consumo di quasi quattro volte superiori a quelli di un altro grande evento cinematografico in streaming come Happy Gilmore 2, uscito appena un mese dopo KPop Demon Hunters – a luglio 2025 – e piazzatosi al terzo posto tra i film più visti sul servizio nel corso dell’anno. Se le 18 settimane di presenza nei ranking Nielsen di KPop Demon Hunters sono indubbiamente l’evidenza più eclatante dell’anno, sono vari i film Netflix ad aver registrato numeri degni di nota. Un primo dato di rilievo è la permanenza in classifica per tre settimane consecutive di Wake Up Dead Man: A Knives Out Mystery, unico altro film – insieme al già citato Moana 2 – a raggiungere questo traguardo nel 2025. L’ottima performance del terzo capitolo della saga ideata da Rian Johnson trova conferma anche negli Engagement Report: in sole 3 settimane in piattaforma – il film è uscito il 12 dicembre – Wake Up Dead Man ha superato i 50 milioni di visualizzazioni, non troppo distante, ad esempio, dai circa 80 milioni totalizzati da The Electric State e The Old Guard 2 in vari mesi di permanenza in catalogo (i due film sono usciti rispettivamente a marzo e a luglio). Un ulteriore indicatore significativo è individuabile nei volumi di consumo generati da alcuni titoli Netflix nella settimana di lancio. Il già menzionato Happy Gilmore 2, ad esempio, aggrega 48 milioni di ore di visione nella settimana 21-27 luglio, segnando il miglior debutto per un film in streaming (quantomeno in termini di tempo speso) per quel che riguarda il perimetro monitorato da Nielsen. Si attestano tra le 5 migliori dell’anno anche le partenze di Back in Action (13-19 gennaio, 26 milioni di ore), Wake Up Dead Man (8-14 dicembre, 22 milioni di ore) e Frankenstein (3-9 novembre, 21 milioni di ore). Si noti, inoltre, che Happy Gilmore 2, Back in Action e Frankenstein – a cui va aggiunto anche Moana 2, al di fuori della library Netflix – sono gli unici film ad aver guadagnato la vetta della Top 10 Nielsen nel 2025. Da segnalare anche la performance del film tedesco Exterritorial, unica esclusiva Netflix non in lingua inglese a entrare non solo nella classifica settimanale Nielsen (tra 28 aprile e 4 maggio) ma anche tra i 10 film più visti dell’anno a livello globale secondo gli Engagement Report. Chiudendo proprio sui 10 film più visti del 2025 secondo i dati proprietari di Netflix primeggiano, come prevedibile, i titoli presenti in piattaforma già dai mesi iniziali dell’anno e resi disponibili in esclusiva sul servizio a livello globale. Fanno tuttavia eccezione tre prodotti animation: Despicable Me 4 – distribuito in PVOD anche su Peacock negli Stati Uniti –, Despicable Me 3 e The Secret Life of Pets, questi ultimi peraltro unici titoli in Top 10 a non essere usciti nel 2025. Merita infine di essere nuovamente sottolineato, a margine di questa classifica, anche il notevole riscontro del Frankenstein di Guillermo …

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Serie A 2025-26: gli ascolti del girone di andata

Con la conclusione del girone d’andata – fatta eccezione per i quattro incontri della sedicesima giornata rinviati per la sovrapposizione con la Supercoppa – è possibile tracciare un primo bilancio degli ascolti della Serie A di calcio maschile 2025-26. Come di consueto, iniziamo con un rapido sguardo all’andamento degli ascolti totalizzati da Dazn secondo i dati settimanali dello Standard Auditel Digitale. Nei mesi interessati dal girone d’andata il servizio registra una media settimanale di 26,4 milioni di legitimate streams e 8,7 milioni di ore di visione. Il picco di consumi si concentra, come prevedibile, nella settimana tra il 26 ottobre e il 1° novembre, quando il turno infrasettimanale porta a 18 le partite disputate: gli LS sfiorano quota 50 milioni e il TTS sale a 16,7 milioni di ore. Nel confronto storico, i dati risultano superiori a quelli del 2024-25 (24,5 milioni di stream e 8,4 milioni di ore di visione), mentre appare appena più sfumato il raffronto con le due stagioni precedenti: il dato di LS è infatti in crescita in entrambi i casi, mentre il tempo speso eguaglia quello del 2022-23 e fa leggermente peggio rispetto al 2023-24 (9,1 milioni di ore). Al netto, come sempre, della presenza di altri eventi sportivi in piattaforma, si tratta chiaramente di una delle stagioni più solide per Dazn dall’acquisizione dei diritti della Serie A. Questo andamento positivo trova conferma guardando direttamente ai valori di total audience delle 186 partite finora disputate. Anzitutto, escludendo dall’analisi il sedicesimo turno per via dei dati ancora parziali, segnaliamo che l’AMR complessivo di giornata scende al di sotto della passata stagione solo in tre occasioni (quinta, nona e diciannovesima). Inoltre, l’ascolto totalizzato da ciascun turno cresce in media del 14% rispetto al girone d’andata 2024-25, con un netto rafforzamento soprattutto nella fascia alta della distribuzione. Le giornate con un AMR totale inferiore ai 5 milioni sono soltanto tre, contro le dodici dello scorso anno, mentre ben sette turni superano i 6 milioni di spettatori medi (era successo solo due volte nel 2024-25), con il picco di 7,3 milioni alla decima giornata, che resta il turno più seguito dall’arrivo della Serie A su Dazn. Anche il numero di giornate in cui la partita più seguita non raggiunge il milione di spettatori medi si riduce sensibilmente: sono tre – le prime due e la quarta, collocate ancora nel periodo estivo – contro le sei registrate nel girone d’andata 2024-25. Rimane invece stabile l’incidenza del match più visto di ogni turno sul dato complessivo di giornata, pari in media al 27%, con punte superiori al 30% in presenza di incontri di particolare richiamo. È il caso di Juventus–Milan del 5 ottobre (AMR 1,9 milioni, 34% del totale di giornata), del derby milanese Inter–Milan disputato il 23 novembre (AMR 2,1 milioni, 34%) e di Milan–Roma del 2 novembre (AMR 2,4 milioni, 33%). Ricordiamo peraltro che quest’ultimo match rientrava nell’offerta try and buy di Dazn ed è stato dunque visibile in chiaro sul servizio, al pari delle successive Fiorentina–Juventus e Atalanta–Inter. Di seguito, la Top 10 delle partite più seguite del girone di andata, che restituisce in modo immediato la centralità degli scontri diretti e dei big match di giornata nel trainare gli ascolti del campionato. Oltre ai quattro recuperi ancora da disputare questa settimana, il campionato è nel frattempo ripartito con il girone di ritorno tra il 10 e il 12 gennaio. La ventesima giornata, in chiusura stasera, ha già proposto due sfide di particolare interesse – il confronto diretto tra Como e Bologna in chiave europea e, ieri sera, la sfida scudetto tra Inter e Napoli – i cui dati di total audience saranno disponibili nei prossimi giorni. Ricordiamo, infine, che nei prossimi mesi saranno altre due – ancora in attesa di definizione – le partite visibili gratuitamente anche ai non abbonati a Dazn. (Giovanni Ceccatelli)

I programmi più visti on demand nel 2025

Facendo seguito alla Top 10 dei programmi più visti in lineare sullo schermo televisivo, completiamo il quadro relativo al 2025 considerando anche i contenuti maggiormente fruiti on demand, tramite device connessi. Il periodo d’osservazione considerato, in questo caso, va dal primo gennaio al 15 dicembre 2025 e i programmi sono gerarchizzati per Total Time Spent, ovvero il tempo di visione ad essi complessivamente dedicato (forniamo, a margine, anche il valore di Legitimate streams, cioè le riproduzioni totalizzate di ciascun contenuto). Come già prefigurato dalle classifiche stagionali riportate nel capitolo 8 dell’Annuario 2025, anche la Top 10 di fine anno conferma il ruolo egemonico della serialità nel perimetro on demand. Ciò detto, il primato spetta quest’anno al talk Uomini e donne: come illustrato anche all’interno dell’Annuario – in quel caso con specifico riferimento al periodo tra settembre 2024 e maggio 2025 – il programma condotto da Maria De Filippi cresce ancora rispetto alle annualità precedenti, raggiungendo i migliori dati di performance in streaming dall’avvio delle misurazioni digitali nel 2019. Oltre a Uomini e donne, Mediaset piazza in classifica anche due ulteriori produzioni Fascino, divenute ormai pilastri dell’intrattenimento italiano: il talent Amici e il reality Temptation Island – quest’ultimo caratterizzato da una quattordicesima stagione da record – presenti sulle reti Mediaset rispettivamente dal 2001 e dal 2005. Venendo alla serialità, il trend di maggior rilievo – ben visibile da alcuni anni, soprattutto per quel che concerne Mediaset – riguarda il peso della fiction d’importazione. Pur senza replicare i dati registrati nel corso della passata annualità da prodotti come Terra amara e My home my destiny, il percorso in piattaforma delle soap perlopiù di produzione turca — da Segreti di famiglia a Tradimento — conferma una volta di più il ruolo strategico assunto dallo streaming nel ciclo di vita delle serie Mediaset. Svetta, in particolare, proprio la performance del dramma familiare turco Tradimento, che primeggia tra le serie più viste dell’anno sia in termini di LS erogati, sia per quel che concerne il tempo di visione. Emergono in positivo anche i risultati degli unici due debutti del 2025 (considerando il palinsesto italiano) presenti in classifica: si tratta, ancora una volta, delle fiction turche La notte nel cuore e La forza di una donna, proposte sempre da Mediaset. Sul fronte Rai, come evidenziato nel capitolo 8 dell’Annuario, anche quest’anno l’editore pubblico registra il picco di ascolti online a marzo, in corrispondenza dell’uscita in anteprima digital di Mare Fuori 5, seguita poi dal passaggio in chiaro su Rai 2. Pur arretrando rispetto alla stagione precedente, la serie riafferma la propria funzione di traino per il comparto digital Rai – e, più in generale, l’efficacia delle sperimentazioni distributive digital-first – guidando la classifica dei consumi on demand dell’editore per il terzo anno consecutivo. Completa il quadro dei contenuti Rai in classifica Il paradiso delle signore, presenza ormai immancabile anche nelle rilevazioni digital. La soap del pomeriggio di Rai1 beneficia di una doppia leva: da un lato il notevole monte ore prodotto, dall’altro la strategia editoriale di RaiPlay, che mette a disposizione un’ampia offerta di clip estratte dagli episodi, ideali per la fruizione catch-up ancora largamente associata allo streaming. (Giovanni Ceccatelli)

I programmi televisivi più visti del 2025

Come raccontato nell’edizione 2025 dell’Annuario della TV, l’anno che sta volgendo al termine ha rappresentato una tappa nodale nella definizione di quella che abbiamo chiamato “era dello streamcasting”. Con la definitiva introduzione dello standard Total Audience Auditel al termine del 2024 il settore ha compiuto un passo decisivo, sul piano della misurazione dei consumi, per rispondere alla crescente diffusione di device connessi e canali distributivi online che, nelle abitudini degli spettatori, sono ormai equivalenti – se non preponderanti – allo schermo televisivo. Stanti questi significativi mutamenti, tuttavia, l’Annuario dimosra ampiamente come la visione televisiva nella sua dimensione lineare e svincolata dagli small screen rimanga un tassello fondamentale nella dieta mediatica del paese. Con il termine del 2025 cogliamo l’occasione per tornare su questo punto, proponendo la classifica dei dieci programmi televisivi più visti sui canali generalisti, ordinati per ascolto medio (AMR). La classifica palesa, da una lato, l’assoluta e perdurante centralità di un evento a cadenza annuale come il Festival di Sanremo – la cui 75esima edizione ha visto il ritorno di Carlo Conti alla conduzione – mentre dall’altro la rilevanza di appuntamenti serali reiterati nel tempo. Il 2025 è stato senz’altro definito dalla serrata sfida in access prime time tra i game show Affari tuoi e La ruota della fortuna, cui si aggiungono anche l’informazione di Cinque minuti e l’inossidabile talk show C’è posta per te. Altrettanto impattanti, tuttavia, sono stati i ritorni di fiction Rai ormai rodate ma estremamente costanti negli ascolti – Un passo dal cielo, giunto all’ottava stagione, ma anche Imma Tataranni e Mina Settembre, in onda dal 2019 e dal 2021  – e ancora di più i debutti delle co-produzioni italo-francesi Il conte di Montecristo e Sandokan. Le due nuove trasposizioni dai romanzi di Alexandre Dumas ed Emilio Salgari – quest’ultimo già adattato da Sergio Sollima nella fortunata miniserie Rai del 1976 – hanno segnato l’inizio e la fine dell’annata televisiva, confermando lo status della serialità come uno degli asset più pregiati e affidabili per i palinsesti serali. A margine della classifica riportata di seguito segnaliamo che i dati d’ascolto indicati tengono in considerazione il solo consumo lineare su schermo televisivo – non si tratta, dunque, di dati di Total Audience, senza quindi l’apporto degli small screen – e fanno riferimento al periodo compreso tra il 1° gennaio e il 17 dicembre 2025. Sottolineiamo che vengono esclusi dal ranking spin-off e programmi derivati o anteprime. Risultano inoltre esclusi dalla classifica il varietà di Capodanno L’anno che verrà – programma solo parzialmente ascrivibile al 2025 ma che ha totalizzato un AMR di 5,1 milioni e una share del 36,6% – e tre eventi calcistici. In particolare, tra questi troviamo in primo luogo l’ottimo dato registrato dalle due partite della Uefa Nations League maschile, che su Rai 1 hanno raccolto 8 milioni di spettatori medi e il 37,2% di share. Seguono, sempre su Rai 1, le 8 partite di qualificazioni per i mondiali di calcio maschili del 2026 – AMR 6,7, SH 34,3% – e su Canale 5 gli 8 incontri di Coppa Italia (AMR 4,6, SH 23,3%). (Giovanni Ceccatelli)

Presentazione Annuario 2025: Le sfide dello streamcasting

È stato presentato ieri mattina in Università Cattolica, a Milano, l’Annuario 2025 della Televisione Italiana, a cura di Massimo Scaglioni, professore ordinario di Economia e marketing dei media e direttore di Ce.R.T.A. (Centro di Ricerca sulla Televisione e gli Audiovisivi).  Hanno presentato l’Annuario, assieme al prof. Scaglioni, Fabrizio Angelini, Amministratore Delegato Sensemakers; Alberto Dal Sasso, CEO Minerva Insights Italy; Paolo Lugiato, Direttore Generale Auditel; Antonio Marano, Presidente Confindustria Radio Televisioni; Guido Mazzoccola, Television Audience Measurement Director Nielsen; Raffaele Pastore, Direttore Generale UPA; Emilio Pucci, Direttore eMedia; Chiara Sbarigia, Presidente APA; Nora Schmitz, Head of Audience Measurement and Media Development Ipsos.  Ne hanno poi discusso in una tavola rotonda: Eleonora Andreatta, Vice President of Italian Content Netflix; Stefano Coletta, Direttore Coordinamento Generi Rai; Federico Di Chio, Direttore Marketing Strategico Gruppo Mediaset; Andrea David Rizzi, Head of Media & Support Partnership Italy & Portugal YouTube.  Benvenuti nell’era dello “streamcasting”!  Streamcasting, che dà il nome alla nuova edizione dell’Annuario della TV 2025, è il neologismo che indica l’attuale stato di ibridazione fra il broadcasting televisivo tradizionale e lo streaming on-line. Nell’era dello streamcasting il terreno di gioco dei diversi player del mercato si fa sempre più convergente e condiviso da quattro soggetti principali: i tradizionali editori di broadcasting (Rai, Mediaset, WBD, Sky, Cairo Communication), le platforms globali come Google/YouTube, i servizi di streaming come Netflix, Amazon Prime Video, Disney+, Paramount+ (che si spostano progressivamente verso modelli economici sempre più ibridi, che includono la raccolta pubblicitaria) e i social media (Meta, TikTok).  Sul versante degli editori televisivi, i contenuti televisivi (quelli prodotti da broadcaster o, meglio, oggi potremmo dire “streamcaster”) trovano nuove modalità per incontrare i propri pubblici (per esempio attraverso i servizi VOD proprietari, come RaiPlay, Mediaset Infinity, Discovery+ e fra poco, nel 2026, HBO Max di WBD) e inedite possibilità di essere misurati e valorizzati (grazie alla Total audience sviluppata da Auditel, che rende commisurabili gli ascolti digitali su device diversi dal televisore), soprattutto sulla Tv connessa.   La stagione televisiva 2024-25 è stata caratterizzata da una grande novità sul fronte della rilevazione degli ascolti: dal 29 dicembre 2024 la Total Audience è stata infatti ufficialmente promossa a currency di misurazione confermando così la sua importanza strategica per il mercato.  Nell’epoca dello streamcasting dunque gli editori televisivi sono chiamati a fare anche gli streamer, a sperimentare cioè modalità innovative di distribuzione, mentre le piattaforme on demand, a sottoscrizione e/o supportate dalla pubblicità, come Netflix, finiscono per adottare alcune ricette tipiche del broadcasting (puntando, per esempio, al co-viewing familiare, specie su SmartTV)  In questo contesto, un fattore tecnologico dirompente è rappresentato dall’ingresso della Smart TV, o TV connessa, nelle case degli italiani. Le Smart TV hanno superato i 22 milioni in Italia, e iniziano ad avere un impatto sempre più significativo sulle abitudini delle famiglie del Paese. L’ingresso di una televisione connessa in una casa, infatti, non rappresenta solo un cambiamento tecnologico: trasforma profondamente i consumi, facendo quasi raddoppiare il contenuto fruito fuori dal tradizionale palinsesto lineare, per lo più in modalità on demand.   La televisione lineare conserva comunque, anche in questa nuova stagione dello streamcasting, una sua centralità proprio in virtù della sua capacità di creare sincronia, spazi condivisi, ritualità (Festival di Sanremo, anche quest’anno come sempre l’evento più visto, il calcio, ora il tennis, gli appuntamenti con l’access prime time rinnovato delle reti ammiraglie, come “Affari Tuoi” e “La ruota della fortuna”): la TV continua a rispecchiare i tempi della vita sociale. Le tendenze del 2025  Il consumo di TV “tiene” e la televisione è resiliente anche quest’anno: lo è grazie allo sforzo innovativo dei broadcaster che, seppur timidamente, iniziano a sposare le logiche dell’era nuova, dell’era dello streamcasting. Il consumo di TV “tiene” sostanzialmente (ovvero continua a mostrare segni di resilienza) nel confronto con la scorsa stagione, grazie al contributo dei device diversi dal televisore tradizionale: da settembre 2024 a maggio 2025 (la stagione analizzata) il consumo medio in total audience è di 8.730.000 spettatori medi nel giorno medio, con una differenza di solo 100mila spettatori rispetto all’anno precedente (-1,2%). Una differenza più ampia (-1,6%) se si considera solo la TV tradizionale. È proprio lo sforzo innovativo che ha portato i broadcaster alla valorizzazione della cosiddetta total audience (ovvero a intendere sé stessi sempre più come streamcaster) a frenare un fisiologico, per quanto ancora piuttosto limitato per l’Italia, arretramento del consumo lineare di televisione. Nel prime time gli spettatori in total audience sono 19,6 milioni: anche in questo caso la decrescita rispetto alla scorsa stagione è piuttosto limitata (-1,4%).  Le tendenze evidenziate nella stagione 2024-25 (settembre-maggio) trovano una sostanziale conferma anche se si considera l’anno solare 2025 (*1/1/2025-15/11/2025, elaborazione TechEdge su dati Auditel): nel corso dell’anno il tempo medio di visione della TV è stato di 3 ore e 17 minuti, in sostanziale linea col passato (pur in un periodo caratterizzato dall’assenza di grandi eventi sportivi durante l’estate, come Europei di calcio e Olimpiadi nel 2024). Sempre nel corso dell’anno 2025, il consumo di contenuto in streaming dei servizi non misurati in maniera granulare da Auditel (il cosiddetto consumo “non riconosciuto”, che comprende anche le piattaforme SVOD globali) cresce solo lievemente rispetto al 2024, con un incremento dell’1,7%, attestandosi al 18,8% del consumo complessivo (1,8 milioni nel giorno medio, AMR, circa 45 minuti nel corso della giornata, ATV). Da segnalare, però, che la diffusione delle SmartTV fa crescere l’abitudine di visione di contenuto in streaming/on demand “non riconosciuto” (ovvero fuori dal perimetro del palinsesto degli editori tradizionali) sulle fasce di popolazione più adulto-anziana, con un balzo del 10,5% di incremento sugli ultra 65enni, a conferma che questa fascia di popolazione (in particolare 65-74 anni) è ormai digitalmente attrezzata e attiva.   La sfida più rilevante di questa nuova fase è senz’altro quella dei contenuti. Il mondo dei contenuti video assomiglia a una piramide, con al vertice contenuti ad altissimo valore (spesso produzioni o co-produzioni di fiction) che danno vita a un consumo a utilità ripetuta spesso protratto nel tempo. Nella stagione possiamo contare diversi titoli di fiction che rientrano in questa categoria: M– Il figlio del secolo, L’amica geniale, Il Gattopardo, per altro riconducibili a modelli di commissioning diversi (pay TV, servizio pubblico, SVOD). Più sotto troviamo l’area, un po’ più ampia in termini di ore prodotte (circa 520 nella stagione) di prodotti scripted, dal valore medio-alto (fiction per la televisione) e la capacità di generare piccoli o grandi eventi nel palinsesto lineare. Quel che stiamo osservando in questi anni è una progressiva diminuzione del numero di titoli in queste due prime aree di contenuto scripted e una progressiva crescita degli investimenti in un numero più limitato di titoli, come se via via la punta della piramide diventasse più “appuntita”. Ancora più sotto vediamo l’ampia area della cosiddetta  unscripted tv, che comprende tutti i generi dell’intrattenimento che costituiscono l’ossatura del broadcasting lineare, e che sono analizzati nelle loro dinamiche e mutazioni nelle pagine dell’Annuario. Si tratta di quasi 18 mila ore di prodotto originale al netto delle repliche nella stagione analizzata. A queste andrebbero poi aggiunte le ore delle news lineari (quasi 10 mila) …

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Le sfide dello streamcasting. Annuario della televisione 2025 

Martedì 2 dicembre alle ore 10.30, presso l’Aula G.127 Pio XI dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, si terrà il workshop “Le sfide dello streamcasting”, dedicato alla presentazione dell’Annuario della televisione 2025, a cura di Massimo Scaglioni, professore ordinario di Economia e marketing dei media e direttore di Ce.R.T.A. (Centro di Ricerca sulla Televisione e gli Audiovisivi). La mattinata si aprirà con la sessione “Le sfide dello streamcasting: approcci, dati, tendenze”, che proporrà un’analisi aggiornata delle tendenze del sistema audiovisivo italiano attraverso le evidenze dell’Annuario 2025, realizzato da Ce.R.T.A. in collaborazione con Auditel, Adjinn, APA, Comscore, Confindustria Radio Televisioni, eMedia, Ipsos, Nielsen, Sensemakers, UPA, e con il patrocinio di AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni). Interverranno, in dialogo con il prof. Scaglioni: Fabrizio Angelini, Amministratore Delegato Sensemakers; Alberto Dal Sasso, CEO Minerva Insights Italy; Paolo Lugiato, Direttore Generale Auditel; Antonio Marano, Presidente Confindustria Radio Televisioni; Guido Mazzoccola, Television Audience Measurement Director Nielsen; Raffaele Pastore, Direttore Generale UPA; Emilio Pucci, Direttore eMedia; Chiara Sbarigia, Presidente APA; Nora Schmitz, Head of Audience Measurement and Media Development Ipsos. La seconda parte, “Le sfide dei contenuti, fra quantità e qualità”, metterà al centro il punto di vista e le prospettive del mercato. Alcuni dei principali player discuteranno delle evoluzioni e delle sfide nell’offerta e nella produzione di contenuti. Tra i relatori: Eleonora Andreatta, Vice President of Italian Content Netflix; Stefano Coletta, Direttore Coordinamento Generi Rai; Federico Di Chio, Direttore Marketing Strategico Gruppo Mediaset; Andrea David Rizzi, Head of Media & Sport Partnerships Italy & Portugal YouTube. Per registrazioni e informazioni: segreteria.certa@unicatt.it 

Un successo che non si esaurisce: “C’è ancora domani” arriva su Rai 1

Con il passaggio in prima TV su Rai 1 – in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne – si conclude il lungo e fortunato ciclo distributivo di C’è ancora domani. Dall’uscita in sala nell’ottobre del 2023, il film co-sceneggiato, diretto e interpretato da Paola Cortellesi ha scritto una pagina importante nella storia dell’industria cinematografica italiana: C’è ancora domani si è imposto non solo come uno dei maggiori successi di box office della storia del paese – occupa il quinto posto tra le produzioni italiane e il decimo includendo i titoli internazionali – ma anche come un fenomeno capace di affermarsi nei mercati esteri e di mantenere la propria rilevanza nelle finestre di sfruttamento post-sala. L’approdo in prima serata sull’ammiraglia Rai, a poco più di due anni dal debutto theatrical, ci offre lo spunto per ricostruire brevemente il percorso del film e di enfatizzarne, una volta di più, l’unicità. L’eccezionalità di C’è ancora domani si è manifestata in modo piuttosto evidente fino dalle prime settimane di sfruttamento in sala: secondo i dati Cinetel, dopo un fine settimana d’esordio da 1.6 milioni di incasso in 493 sale, il film è cresciuto del 111% nel secondo weekend di programmazione e poi ancora del 29% tra il secondo e il terzo fine settimana. Nella quarta settimana di programmazione C’è ancora domani è giunto a un massimo di 732 sale ed è stato successivamente in grado di sostenere una tenitura del tutto anomala e pari a 387 giorni. Complessivamente, il film ha raccolto 36.9 milioni di euro d’incasso nelle sale italiane, per un totale di 5.5 milioni di presenze: un apporto decisivo per la ripresa del box office nazionale nel post-pandemia e addirittura superiore a quello garantito, pochi mesi prima, da due fenomeni globali come Barbie e Oppenheimer. In merito vale la pena sottolineare, peraltro, che il successo dell’esordio registico di Paola Cortellesi non si è limitato al contesto nazionale: con 50.2 milioni di euro (il dato è stimato da Box Office Mojo) in 126 territori, il film ha trovato in Francia la performance estera più rilevante – con circa 4 milioni d’incasso in sala – e nel marzo del 2025 è stato distribuito in un mercato tendenzialmente poco accessibile per i prodotti europei come quello cinese. Come rilevato da Marco Cucco e Raoul Spiccia in una dettagliata analisi a cui rimandiamo («Decodifica di un grande successo: i due volti di C’è ancora domani», Cinergie, n.27/2025, pp. 155-171), C’è ancora domani si è imposto come un fenomeno culturale trasversale, capace di intercettare pubblici eterogenei – per età, genere e localizzazione geografica – e di imporsi nel discorso pubblico in modo profondo. Sono significative, in proposito, le numerose proiezioni-evento del film dedicate alle scuole, come anche la proiezione, presentata dalla stessa Paola Cortellesi, alla Camera dei deputati in occasione della Giornata internazionale della donna del 2024. Come anticipato, gli ottimi risultati del film sono proseguiti anche nella finestra pay e svod, per quanto, in tal senso, i dati di consumo pubblici siano meno dettagliati. Disponibile contemporaneamente nell’offerta Sky e su Netflix dal 31 marzo 2024, C’è ancora domani ha totalizzato un ascolto medio di circa 700.000 spettatori al debutto sulla pay TV satellitare, mentre è rimasto nella Top 10 italiana dei film più visti su Netflix per 6 settimane, guadagnando il vertice della classifica nella prima settimana di aprile. E veniamo, infine, al passaggio in chiaro su Rai 1. Nonostante la già ampissima circolazione del film nei due anni dall’uscita in sala, secondo le rilevazioni Auditel C’è ancora domani è riuscito a totalizzare 3.9 milioni di spettatori medi e il 22% di share, in una serata piuttosto affollata in termini di palinsesto (oltre al talk Belve su Rai 2, anche la serie turca La notte del cuore su Canale 5 e soprattutto il turno di Champions League su Sky, con Juventus e Napoli impegnate). Si tratta di un dato molto positivo ma che necessita di essere contestualizzato. In primo luogo, è opportuno considerare la graduale ma inesorabile marginalizzazione del cinema in prima TV come asset nella programmazione serale generalista, negli anni sostituito dalla fiction. In merito, ricordiamo solo alcuni dati particolarmente eloquenti. Il record per la prima TV più seguita da quando sono disponibili i dati Auditel risale al 1997, quando La vita è bella ottenne, su Rai 1, 16 milioni di spettatori medi e il 53% di share: dopo questo risultato epocale solo un film è tornato a superare i 10 milioni di AMR – Il Gladiatore, trasmesso su Canale 5 nel 2003 – e solo altri due si sono quantomeno avvicinati a questa soglia. Si tratta di due titoli italiani: Io non ho paura, che nel 2005, su Canale 5, totalizza 9 milioni di spettatori medi e il 35% di share, e La grande bellezza. Quest’ultimo viene trasmesso dall’ammiraglia Mediaset a marzo del 2014 all’indomani della vittoria dell’Academy Award per il miglior film straniero – accorciando, dunque, il tradizionale iter post-sala, anche in forza del coinvolgimento di Medusa come distributore e co-produttore del film – e giunge a 8.9 milioni di ascolto medio e 36% di share. Al ridimensionamento del film come proposta televisiva generalista si sovrappongono, negli ultimi anni, non solo una radicale riconfigurazione delle finestre distributive – con la posizione sempre più nodale occupata dal segmento svod – ma anche la generalizzata contrazione della platea complessiva, particolarmente marcata nell’ultimo triennio. Se ancora nei mesi interessati dalla pandemia alcuni grandi successi di box office al primo passaggio in chiaro registravano ascolti attorno ai 5 milioni – è il caso di Bohemian Rhapsody nel novembre del 2021 (Rai 1, AMR 5 milioni, share 24%) e di Tolo Tolo a gennaio del 2022 (Canale 5, AMR 5.3 milioni, share 23%) – dal 2023 i valori risultano ulteriormente in calo. In questo contesto, dunque, è significativo che quello di C’è ancora domani si configuri come il secondo miglior ascolto registrato da un film nel periodo post-pandemico (dal 2023 a oggi ha fatto meglio, anche se di pochissimo, solo il live …

Un successo che non si esaurisce: “C’è ancora domani” arriva su Rai 1 Leggi altro »

Ascolti Serie A: una buona partenza per Dazn

Con la conclusione dell’undicesima giornata di campionato e l’inizio della seconda pausa per le nazionali, cogliamo l’occasione per fare un primo bilancio degli ascolti registrati dalla Serie A di calcio maschile 2025-26 su Dazn. Ricordiamo che il servizio OTT, dal 2021 detentore dei diritti di trasmissione per tutte le 380 partite della competizione, è misurato da Auditel a partire dall’estate del 2022; tuttavia, dalla sesta giornata della stagione in corso, il report settimanale dedicato alla Serie A, finora distribuito da Auditel, è disponibile sul sito di Audicom. Guardando dapprima ai dati dello Standard Auditel Digitale – che, lo ricordiamo, includono l’interezza dell’offerta di Dazn, di cui la Serie A di calcio maschile è tuttavia l’asset centrale – nel periodo interessato dalle prime undici giornate il servizio ha registrato una media settimanale di 26,9 milioni di stream, per un totale di 9 milioni di ore di visione. Il picco di consumi è stato raggiunto nella settimana tra il 26 ottobre e il 1° novembre, quando, in virtù del turno infrasettimanale, sono state complessivamente disputate 18 partite di Serie A: gli stream si sono fermati appena sotto la soglia dei 50 milioni, mentre il tempo speso è salito a 16,7 milioni di ore. I numeri generati da Dazn in questa prima fase della stagione risultano, pertanto, nettamente superiori a quelli registrati nel periodo coperto dalle prime 11 giornate del campionato 2024-25 – quando il dato medio settimanale di legitimate streams era pari a 25,7 milioni e il dato di total time spent si attestava a 8 milioni di ore – ma in ritardo rispetto ai 27,9 milioni di LS e 9,9 milioni di ore del 2023-24. La crescita rispetto alla stagione passata appare ancor più evidente considerando i dati di Total audience specificamente riguardanti la Serie A. In 10 delle 11 giornate finora disputate il dato di ascolto medio complessivo supera quello della stagione passata. Infatti, escludendo gli ascolti generati dai canali satellitari Zona Dazn, in questi primi 11 turni l’AMR complessivo risulta pari a 5,2 milioni medi a giornata, in netto miglioramento rispetto ai 4,4 milioni del 2024-25. Inoltre, il dato di AMR è sceso sotto la soglia dei 5 milioni solo nel caso dei primi due turni, disputati a fine agosto, e durante il turno infrasettimanale della nona giornata. Analogamente, solo in tre giornate – la prima, la seconda e la quarta – il match più seguito non ha raggiunto il milione di AMR. Al contrario, nel 2024-25 solo una delle prime 11 giornate – la sesta, forte del derby di Milano – aveva superato i 5 milioni di AMR, mentre in ben cinque occasioni la sfida più vista si era fermata sotto il milione di spettatori medi. Rimane invece inalterato il peso del match più visto di giornata sul dato di ascolto medio totale, attualmente al 27%, contro il 28% dello scorso anno. Venendo infine ai record già stabiliti da questa stagione, il picco dei consumi è stato raggiunto alla decima giornata, che con 7,3 milioni di AMR risulta il turno più seguito da quando il campionato di Serie A è visibile su Dazn. Questo dato complessivo è trainato dagli ottimi numeri dell’incontro del 2 novembre tra Milan e Roma: la partita, visibile anche ai non abbonati, totalizza quasi 2,4 milioni di spettatori medi, posizionandosi al primo posto tra le più seguite dall’arrivo in Italia del servizio. Ricordiamo in chiusura che, in linea con la prassi inaugurata lo scorso anno, Dazn renderà accessibili in chiaro fino a 4 ulteriori incontri, che sono tuttavia ancora da definire. L’appuntamento con la dodicesima giornata di Serie A è fissato, dopo la pausa per le nazionali, al 22 novembre: un turno che sarà definito da una delle sfide più attese della stagione, l’andata del derby tra Inter e Milan. (Giovanni Ceccatelli)

The Summer Streaming Leaders

After streaming officially overtook broadcast and cable TV in the U.S. last May – according to Nielsen’s The Gauge – this trend only strengthened over the summer. Streaming time climbed steadily, edging closer to a symbolic 50% share of total viewing (back in the summer of 2021, the figure was still just 28%). Following the same methodology outlined in two earlier pieces published in June and July, we continue our monitoring of the shows that are driving streaming’s growth most in 2025 in the U.S. market. This time, the focus is on the summer season – specifically the 13 weeks between May 26 and August 24 – drawing not only on Nielsen’s overall charts (used in our previous analyses) but also on the weekly Top 10 rankings compiled by Samba TV. While based on different technologies and analytical tools – which makes direct comparisons impossible – Nielsen and Samba TV together provide a sufficiently broad picture of current viewing trends on connected TVs. To frame the data correctly, it’s worth noting one major difference between the two systems: Samba TV reports each season of a series separately, while Nielsen aggregates them. In practice, this means Nielsen’s charts tend to favor long-running series with multiple seasons – which continue to attract viewing, especially around the release of new episodes – whereas Samba TV’s rankings highlight more clearly the performance of newly released seasons. The Hierarchy Among SVOD Services Before diving into the top summer titles, let’s first examine the pecking order among OTT services, based on the number of weekly appearances in the charts during the period under review. The tables below show each platform’s overall presence, its percentage share, and the count of unique titles (i.e. excluding repeated appearances across multiple weeks). Both Nielsen and Samba TV confirm – once again and beyond any doubt – the dominance of Netflix among SVOD platforms. In a typical week, at least half of the ranked titles are available on Netflix. The service also secured the number one position in 12 of the 13 weeks tracked by Nielsen, and in 11 according to Samba TV. The rest of the market appears far more fragmented, due in part to methodological differences between Nielsen and Samba TV. Nielsen’s data, for instance, tends to favor services like Hulu and Paramount+, which often enter the Top 10 thanks to catalog staples such as Grey’s Anatomy and NCIS. Yet, when those shows are also available on Netflix, Netflix almost certainly drives the bulk of consumption. Other notable discrepancies between the two systems concern the performance of HBO Max, Apple TV+ and Prime Video, which Samba TV ranks higher, thanks to the success of certain titles that, as we will see shortly, never appear in Nielsen’s Top 10. Nielsen’s Top 10 Titles Across the 13 summer weeks under review, 38 titles appeared at least once in Nielsen’s overall rankings: 8 films and 30 series (the total count of unique titles differs from the table shown, due to certain titles being available simultaneously across multiple services). Alongside the animated series Bluey (Disney+) – the only title to feature in every single week of 2025 so far – the standout performer was, unsurprisingly, the animated film KPop Demon Hunters. Produced by Sony but released directly on Netflix on June 20, the movie held a spot in the Top 10 for 8 weeks. It first entered the chart in late June at number ten, before cementing its presence from July 7 onward. So far this year, the only other title besides Bluey to reach eight weeks in Nielsen’s Top 10 was The White Lotus (HBO Max). That show, however, had the advantage of a longer runtime – with two prior seasons available – as well as a weekly release schedule. By contrast, the sheer reach of KPop Demon Hunters is harder to explain, yet it once again underlines Netflix’s unique position in today’s attention economy: without relying on pre-existing IP, the film managed to eclipse the season’s big-screen blockbusters. It even grossed nearly $20 million in just two days of theatrical screenings of a “sing-along” version, more than two months after its streaming debut. Turning to series, one of the most remarkable performers was Love Island USA, one of the very few unscripted titles to make the 2025 Top 10. Now in its seventh season and streaming on Peacock, the reality show charted for seven weeks and even claimed the number-one spot from July 7 to 13. Among scripted content, the most enduring title was the romantic drama Sullivan’s Crossing, available on Netflix, which remained in the Top 10 for six weeks. Co-produced by Canadian broadcaster CTV and The CW, the show’s performance further highlights Netflix’s ability to extend the life cycle of broadcast content. Finally, among the titles that reached the top of the chart more than once, all belonged to Netflix. The film Happy Gilmore 2, the series Ginny & Georgia (3 seasons) and Squid Game (3 seasons) – the only non-English title included in this analysis – each held the number-one position for two consecutive weeks. Meanwhile, Wednesday (2 seasons) confirmed its status as a global phenomenon, topping the chart for three weeks in a row. Samba TV’s Top 10 Titles According to Samba TV’s data, 56 unique titles entered the Top 10 at least once during the summer period: 34 television series and 22 films. As noted earlier, the higher turnover in Samba TV’s rankings stems from its decision to track viewing by individual season, as well as from structural differences in measurement methodology. As a result, the charts do not feature long-running evergreens like Bluey or Grey’s Anatomy – fixtures of Nielsen’s Top 10 – but rather highlight the biggest new releases of the season. The most enduring title was once again KPop Demon Hunters, which appeared in 8 of the 13 weeks analyzed (the movie continued to appear in Samba TV’s Top 10 for four additional weeks beyond the observation window, not included here in …

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Le hit dell’estate in streaming

Dopo il sorpasso dello streaming ai danni della TV broadcast e via cavo registrato nel contesto statunitense da The Gauge a maggio, nel corso dell’estate il tempo di visione in piattaforma ha proseguito la propria ascesa, portandosi a un passo dal traguardo del 50% (ricordiamo che nell’estate del 2021 il dato era ancora al 28%). Attenendoci alla metodologia di analisi impostata in due precedenti articoli usciti a giugno e a luglio, proseguiamo il nostro monitoraggio dei titoli che nel 2025 stanno maggiormente incidendo sulla crescita dello streaming nel mercato statunitense. In questo caso, ci focalizziamo sulla stagione estiva – e in particolare sulle 13 settimane comprese tra il 26 maggio e il 24 agosto – avvalendoci non solo delle classifiche generali Nielsen già utilizzate nelle precedenti pubblicazioni, ma anche delle Top 10 settimanali realizzate dal servizio Samba TV. Pur basandosi su tecnologie e strumenti di analisi differenti – che non permettono, dunque, un confronto diretto tra le classifiche in questione – Nielsen e Samba TV garantiscono una prospettiva sufficientemente ampia sulle tendenze in corso per quel che riguarda la visione di contenuti in streaming su TV connessa. Per una corretta lettura dei dati segnaliamo in apertura la differenza più rilevante tra i due sistemi: mentre nel reporting di Samba TV vengono valutati singolarmente gli ascolti delle singole stagioni di una serie, Nielsen non opera questa scomposizione. In altri termini, nelle classifiche Nielsen sono tendenzialmente avvantaggiate le properties seriali con varie stagioni alle spalle – che continuano a generare consumi, soprattutto in prossimità della release di nuovi episodi – mentre i ranking Samba TV premiano in modo più evidente le performance individuali delle stagioni appena uscite. Le gerarchie tra i servizi SVOD Prima di procedere all’analisi dei contenuti più forti dell’estate, diamo uno sguardo alle gerarchie tra i servizi OTT, basandoci sul numero di occorrenze in classifica nelle settimane considerate. Nelle tabelle sottostanti sono riportate le presenze complessive di ciascun operatore SVOD in classifica, oltre alla rispettiva quota percentuale e al conteggio dei titoli unici (ovvero al netto delle ripetizioni in più settimane). Tanto il monitoraggio di Nielsen quanto quello di Samba TV attestano in modo inequivocabile, una volta di più, lo strapotere di Netflix tra i servizi SVOD. Nella settimana media, almeno la metà dei titoli in classifica è disponibile su Netflix; inoltre, la piattaforma guadagna la prima posizione del ranking in 12 delle 13 settimane in analisi secondo i dati Nielsen e in 11 nel caso di Samba TV. Appare invece piuttosto frammentato il resto del mercato, complici anche le differenze metodologiche tra Nielsen e Samba TV: ricordiamo, a tal proposito, che il reporting di Nielsen tende a favorire servizi come Hulu e Paramount+, che figurano spesso in Top 10 grazie a contenuti di library come Grey’s Anatomy e NCIS presenti anche su Netflix, dove tuttavia è con ogni probabilità quest’ultimo a trainare i consumi. Tra le divergenze più significative tra i due sistemi figurano anche le diverse performance di HBO Max, Apple TV+ e Prime Video, maggiormente premiati dalle classifiche Samba TV grazie al successo di alcuni prodotti che, come vedremo a breve, non figurano mai nelle Top 10 di Nielsen. I titoli delle Top 10 Nielsen Nelle 13 settimane estive analizzate sono 38 i titoli apparsi almeno una volta nelle classifiche generali Nielsen: 8 film e 30 serie (il conteggio totale dei titoli unici è diverso da quello riportato nella tabella precedente in virtù della presenza di alcuni titoli su più servizi contemporaneamente). Oltre alla serie d’animazione Bluey (Disney+) – unico contenuto presente, finora, in tutte le settimane del 2025 – il titolo che con maggior costanza ha catalizzato l’attenzione degli spettatori statunitensi è, ovviamente, il film d’animazione KPop Demon Hunters, prodotto da Sony ma distribuito direttamente in streaming da Netflix il 20 giugno. Il film è rimasto in classifica per un totale di 8 settimane, entrando per la prima volta al decimo posto tra il 23 e il 29 giungo, per poi imporsi definitivamente a partire dal 7 luglio. Nel corso del 2025 l’unico contenuto, ad eccezione di Bluey, finora in grado di ottenere la Top 10 Nielsen per 8 settimane era stato The White Lotus (HBO Max), che poteva però contare su un minutaggio molto più ampio – avendo alle spalle le due stagioni precedenti – e sulla release settimanale degli episodi. La pervasività del fenomeno KPop Demon Hunters è difficilmente razionalizzabile, ma pone ancora una volta l’enfasi sul posizionamento unico di Netflix nell’odierna economia dell’attenzione: senza basarsi su IP preesistenti il film è stato in grado di mettere in ombra i grandi blockbuster cinematografici della stagione, arrivando perfino a raccogliere quasi 20 milioni di dollari in due giorni di programmazione in sala della versione sing-along, oltre due mesi dopo l’uscita in piattaforma. Passando ai titoli seriali, segnaliamo innanzitutto l’ottima performance di Love Island USA, uno dei pochissimi contenuti unscripted presenti nelle Top 10 del 2025: il reality, giunto alla settima stagione e disponibile su Peacock, è rimasto in classifica per 7 settimane, raggiungendo anche la prima posizione tra il 7 e il 13 luglio. Tra i titoli scripted, invece, il più duraturo è stato il dramma romantico Sullivan’s Crossing, disponibile nel catalogo Netflix e presente in Top 10 per 6 settimane: il successo della serie, coprodotta dall’emittente canadese CTV e da The CW, è un’ulteriore conferma dell’efficacia di Netflix nell’estendere il ciclo di vita dei contenuti broadcast. Infine, tra i titoli che hanno raggiunto per più di una volta la vetta della classifica troviamo solo contenuti Netflix. Il film Happy Gilmore 2, la serie Ginny & Georgia (3 stagioni) e l’unico prodotto non in lingua inglese incluso nell’analisi, Squid Game (3 stagioni), figurano tutti al primo posto per due settimane consecutive; Wednesday (2 stagioni), invece, si conferma un grandissimo successo imponendosi al vertice per tre settimane di seguito. I titoli delle Top 10 Samba TV Per quel riguarda i dati forniti da Samba TV, sono complessivamente 56 i singoli titoli entrati in classifica almeno una volta nel periodo considerato: 34 serie televisive e …

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