Annuario TV

Annuario 2025. La TV italiana nell’era dello “streamcasting”

Roma, 10 febbraio 2026

È stato presentato alla Camera dei deputati, nel corso dell’evento “Le sfide dello streamcasting”, l’Annuario 2025 della Televisione Italiana, curato da Massimo Scaglioni (Università Cattolica del Sacro Cuore, Ce.R.T.A.) e patrocinato da AGCOM. All’incontro sono intervenuti, tra gli altri, Giacomo Lasorella (Presidente AGCOM), Lorenzo Sassoli de Bianchi (Presidente Auditel) e Fabrizio Angelini (Amministratore Delegato Sensemakers), Salvatore Deidda (Presidente della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera) e Federico Mollicone (Presidente Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera), a testimonianza della rilevanza istituzionale e industriale del settore in una fase di profonda trasformazione. Il quadro che emerge dallo studio restituisce l’immagine di una televisione che cambia, si ibrida con lo streaming, ma continua a occupare una posizione centrale nel sistema mediale nazionale.

Le slide utilizzate nel corso della presentazione sono disponibili in calce all’articolo, mentre la registrazione dell’evento è visibile sul sito della Camera dei deputati.

I consumi: stabilità nella Total Audience

Da settembre 2024 a maggio 2025 il consumo medio in Total Audience è di 8.730.000 spettatori medi nel giorno medio, con una differenza di solo 100mila spettatori rispetto all’anno precedente (-1,2%). Nel prime time gli spettatori in Total Audience sono 19,6 milioni, anche in questo caso con una decrescita limitata rispetto alla scorsa stagione (-1,4%). I dati risultano confermati anche nell’anno solare 2025 (1° gennaio-31 dicembre).

Nonostante la grande crescita dell’offerta video – che oggi comprende, oltre ai canali, i servizi di streaming ma anche YouTube e i social media – il consumo resta molto forte sulla TV tradizionale, sugli ascolti riconosciuti. Quasi 3 ore e 20 minuti di media al giorno di consumo di TV lineare, per oltre 35 milioni di contatti e un ascolto medio che nel corso del giorno supera i 7,6 milioni di spettatori nel 2025. Si segnala una riduzione nell’ordine del 2,7% dei consumi rispetto all’anno solare 2024, ma la TV resta al centro del sistema mediale nazionale.

L’ascolto “non riconosciuto” – che misura l’insieme dei servizi di streaming, ma anche fenomeni come browsing o gaming – resta sostanzialmente stabile negli anni, attestandosi a poco più di 1,7 milioni di spettatori medi nel giorno (anno solare 2025). Il quadro non cambia in prima serata, con oltre 17,7 milioni di spettatori medi per i canali TV e quasi 3,9 milioni di spettatori medi per l’insieme degli ascolti non riconosciuti.

L’era dello streamcasting

Lo “streamcasting” indica l’attuale stato di ibridazione fra il broadcasting televisivo tradizionale e lo streaming online, in cui operano quattro soggetti principali: editori tradizionali, piattaforme globali, servizi di streaming e social media. Il consumo di contenuto in streaming dei servizi non misurati in maniera granulare da Auditel (appunto il consumo “non riconosciuto”, che comprende anche le piattaforme SVOD globali) cresce lievemente rispetto al 2024 (+1,7%), attestandosi al 18,8% del consumo complessivo. La diffusione delle Smart TV, come emerge dalla ricerca Ipsos-Auditel presentata nell’Annuario 2025, fa crescere l’abitudine di visione di contenuto in streaming/on demand sulle fasce di popolazione più adulto-anziana, con un incremento del 10,5% tra gli ultra 65enni.

Tecnologia: Smart TV oltre il 50% e centralità dei device

Con 22,2 milioni di unità, pari al 50,9% del parco complessivo, le TV connesse superano per la prima volta la soglia del 50%. Nel 2025 il 40% del consumo di TV in termini di AMR si genera su una Smart TV, con un incremento del 6% rispetto allo scorso anno. Gli smartphone si confermano i device più diffusi, con 50,3 milioni di unità (il 64,5% degli schermi non televisivi), seguiti dai computer con 20,2 milioni (25,9%) e dai tablet con 7,4 milioni (9,6%).

Generi e produzioni

Sul fronte dei contenuti, il macro-genere dell’unscripted continua a crescere sulla TV lineare: nella stagione 2024-25 i contenuti originali di intrattenimento registrano un incremento sia in titoli (+6%) sia nelle ore (+3%). In calo, invece, le ore di unscripted per i servizi OTT (-7%). Positivo l’impatto della produzione indipendente nel lineare, in crescita sia in titoli (+4%) sia in ore (+7%), con un +9% nel prime time e +16% nel daytime.

Il 2025 è stato l’anno del Factual e del Game, entrambi in crescita in termini di ore (rispettivamente +44% e +42%). Dopo il picco degli ultimi anni, rallenta invece la produzione di scripted originale: 93 titoli e 658 ore complessive segnano un calo del 24% nei titoli e del 12% nelle ore. La flessione coinvolge sia i canali free (-20% titoli, -8% ore) sia le reti e piattaforme pay (-33% titoli, -25% ore). Tiene la categoria della serialità. Sul fronte dei format internazionali, con 12 titoli (26% del totale), i format statunitensi guidano la classifica.

La stagione 2024-25 segna inoltre l’esordio di alcune tra le produzioni scripted italiane più costose di sempre. Il costo complessivo dell’offerta originale supera 894 milioni di euro (+15% sul 2023-24), con un costo medio per minuto superiore ai 27mila euro (+26%). La componente free raggiunge 498 milioni di euro (+23%), con un costo medio di circa 19mila euro al minuto (+27%), mentre la pay registra 396 milioni (+7%), con un costo unitario che supera i 57mila euro al minuto (+38%). A trainare verso l’alto i valori produttivi sono le grandi produzioni premium e le co-produzioni internazionali in costume. Infine, con oltre 9.300 ore complessive di notiziari, rubriche e speciali, il comparto delle news torna a crescere. Aumentano soprattutto le ore degli “speciali” informativi (circa 309 ore, +140%) e la programmazione di eventi sportivi in chiaro (920 ore complessive, +2%).

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