Annuario TV

Estate 2026: le serie e i film della stagione nel mercato dello streaming statunitense

Proseguendo il consueto monitoraggio dei contenuti più visti in streaming negli Stati Uniti, torniamo ad analizzare le classifiche settimanali Nielsen relative alla stagione estiva: per convenzione, le 15 settimane comprese tra il 25 maggio e il 6 settembre, lo stesso arco temporale utilizzato dal box office nordamericano per il calcolo degli incassi stagionali.

Il dato che colpisce maggiormente, ponendo a confronto l’estate appena conclusa con quella del 2025, è il netto ridimensionamento dei volumi di consumo: i titoli entrati nella Top 10 Nielsen hanno generato, in media, 158 milioni di ore di visione a settimana, contro i 182 milioni dello scorso anno. Anche il picco stagionale risulta più basso: 204 milioni di ore nella settimana tra il 22 e il 28 giugno – trainata dalla fortissima seconda settimana di sfruttamento della miniserie I will find you (Netflix), senza dubbio la novità più convincente della stagione – contro i 236 milioni toccati nel 2025 in coincidenza con il gran finale di Squid Game.

A giustificare questa contrazione è, in primo luogo, l’assenza di un reale fenomeno, seriale o cinematografico, capace di catalizzare l’attenzione collettiva come era stato KPop Demon Hunters lo scorso anno. Al contempo, è plausibile che sul versante streaming abbia inciso anche l’eccezionale performance del box office cinematografico USA, arrivato quest’estate a un passo dai 5 miliardi di dollari (oltre un miliardo in più rispetto al 2025).

Come di consueto, a dominare per numero di occorrenze in Top 10 è Netflix, che si conferma leader indiscusso del mercato SVOD statunitense.

* Ricordiamo che alcune serie – soprattutto di library (es: Grey’s Anatomy) – sono disponibili simultaneamente su più servizi, e che Nielsen non scorpora l’apporto delle singole piattaforme nel computo delle ore: la somma delle quote supera dunque il 100%.

Dietro Netflix si posiziona un secondo blocco piuttosto compatto, composto da Paramount+, Disney+ e HBO Max; più distanziati, in una fascia prossima a una presenza settimanale media, Hulu e Prime Video. Sporadiche le incursioni di Peacock e Apple TV. Guardando invece a quale servizio conquista più spesso la vetta della classifica settimanale, guida ancora Netflix con 5 primati; a quota 4 troviamo Disney+, Paramount+ e Peacock – che ospitano in comproprietà gli episodi di Love Island USA, giunto per 4 volte in testa alla Top 10 – e Prime Video; chiude HBO Max con 2 primati.

Insistendo sui titoli della stagione, se l’estate 2025 era stata dominata, appunto, da un fenomeno senza precedenti come KPop Demon Hunters, quella appena conclusa racconta una storia diversa. Il titolo con più occorrenze stagionali, esclusa l’inossidabile Bluey (presente in tutte le 15 settimane), è la sitcom The Big Bang Theory, in classifica per 14 settimane e in vetta in due consecutive, tra la fine di luglio e l’inizio di agosto. Per quanto la serie abbia indubbiamente beneficiato dell’uscita di un nuovo spin-off – Stuart Fails to Save the Universe, sempre su HBO Max– tale performance rimarca, ancora una volta, l’assenza di novità dirompenti e, soprattutto, il grande valore dei long seller nell’ecosistema streaming.

Anche sul fronte cinematografico la distanza con l’estate 2025 – caratterizzata non solo dall’exploit di KPop Demon Hunters, ma anche dalla grandissima hit Netflix Happy Gilmore 2 – è significativa. Il film con più occorrenze in Top 10 è Project Hail Mary, rimasto in classifica per 3 settimane consecutive e capace di generare 41 milioni di ore di visione complessive – equivalenti a circa 16 milioni di riproduzioni integrali – dopo l’ottimo riscontro ottenuto in sala, con oltre 340 milioni di dollari incassati sul mercato statunitense. Un dato positivo ma lontano, lo ricordiamo, dalle 10 occorrenze messe a segno da KPop Demon Hunters nello stesso arco temporale nel 2025. Complessivamente, i film occupano solo il 12% delle posizioni totali in Top 10, contro il 17% dello scorso anno.

Anche il miglior risultato settimanale (in termini di ore di visione) tra i film palesa un quadro ridimensionato: Masters of the Universe, unico titolo cinematografico a raggiungere il primo posto della classifica, si è fermato a poco meno di 20 milioni di ore, dopo il non brillante passaggio in sala, con circa 65 milioni di dollari di incasso domestic. Un anno fa, un evento direct-to-streaming come il già citato Happy Gilmore 2 aveva aperto con 48 milioni di ore; avevano fatto meglio anche The Accountant 2 (23 milioni), Straw e Madea’s destination wedding (entrambi appena oltre i 20 milioni).

Tra i titoli seriali non di library, invece, il più presente in Top 10 è House of the Dragon, in classifica per 9 settimane grazie all’uscita della terza stagione. Lo spin-off di Game of Thrones si conferma un asset centrale nel portafoglio HBO, ma il confronto con la stagione precedente segnala una flessione evidente: nell’estate 2024, la seconda stagione aveva generato una media di 19 milioni di ore di visione settimanali nelle 8 settimane trascorse in Top 10; quest’anno la media è scesa a 15 milioni, nonostante il minutaggio complessivo a disposizione sia aumentato in virtù dei nuovi episodi.

A chiudere in controtendenza è Love Island USA, che dopo l’ottimo riscontro dello scorso anno, torna a registrare ottimi risultati: 6 presenze in Top 10, di cui ben 4 al primo posto (nessun altro titolo ha fatto meglio in vetta alla classifica quest’estate). Il reality genera in media circa 30 milioni di ore di visione a settimana, il dato più alto tra i titoli della stagione. Un miglioramento ulteriore rispetto al 2025, quando il programma era entrato in classifica 7 volte ma aveva conquistato il primo posto una sola occasione.

A completare il quadro, forniamo un ultimo dato che aiuta a inquadrare la stagione nel suo complesso: dei 47 titoli transitati almeno una volta in Top 10 nel corso dell’estate, ben 16 (34%) vi sono rimasti per una sola settimana, e altrettanti per due settimane appena. Solo 12 (25%) sono invece riusciti a restare in classifica per più di 3 settimane. Si tratta di un tasso di rotazione elevato, che racconta, però, più l’instabilità della parte bassa della classifica che un reale ricambio ai vertici: nessuno di questi titoli di passaggio, per così dire, è riuscito a imporsi in modo duraturo, a confermare ulteriormente la mancanza di prodotti in grado di incidere in modo consistente sulle tendenze di consumo nella stagione.

(Giovanni Ceccatelli)

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