Per Apple TV il 2026 resterà, con ogni probabilità, l’anno del trionfo agli Emmy: con 28 statuette complessive, trainate da titoli acclamati dalla critica come Pluribus e Widow’s Bay, il servizio ha superato tutti i concorrenti e ha rinsaldato il proprio status tra gli esponenti di spicco dell’odierna prestige TV. Un risultato notevole, che ha spinto più di un osservatore a interrogarsi sulla nuova statura della piattaforma nell’ecosistema streaming: lo ha fatto, ad esempio, Matt Belloni in un recente episodio del podcast The Town intitolato «Is Apple really the new HBO?».
Eppure, negli stessi giorni in cui Apple raccoglieva i frutti di un ciclo produttivo estremamente positivo, si scriveva un capitolo non meno rilevante nella storia del servizio, ovvero il ritorno di Ted Lasso, a tre anni di distanza dalla conclusione della terza stagione. Il dramedy calcistico interpretato da Jason Sudeikis – che tra il 2021 e il 2023 aveva fruttato ad Apple TV ben 61 nomination agli Emmy, oltre al primo vero successo di pubblico della sua storia – è tornato nel miglior modo possibile. Secondo le stime Nielsen, il primo episodio della quarta stagione ha totalizzato quasi 5 milioni di ore di visione nei soli primi due giorni di disponibilità (il 4 e 5 agosto), firmando il miglior debutto di sempre per una serie Apple. Nel prosieguo della distribuzione settimanale, poi, Ted Lasso si è mantenuta per dieci settimane consecutive tra i dieci contenuti più visti in streaming sulle TV connesse statunitensi.
Numeri che risultano ancor più significativi ed eloquenti se relazionati al profilo generale di Apple TV e al suo posizionamento nell’economia dell’attenzione digitale. Ancora ad agosto – ultima mensilità coperta dal report The Gauge di Nielsen, dedicato al mercato statunitense – Apple TV rimaneva, infatti, l’unico tra i maggiori player del settore sotto la quota dell’1% in termini di tempo di visione generato su CTV. Ricordiamo, a tal proposito, che competitor come Netflix e Prime Video si attestano, rispettivamente, attorno all’8% e al 4% del tempo speso (dato medio The Gauge 2026). Si tratta di un divario che è senz’altro imputabile, almeno in parte, alla peculiare linea editoriale di Apple TV – la cui library di titoli in licenza, ad esempio, è ancora assai limitata – ma che palesa la persistente difficoltà del servizio nell’affermarsi presso un pubblico ampio e che rimarca, pertanto, l’anomalia del successo generalista di Ted Lasso.
Ciò appare con tutta evidenza considerando lo storico delle Top 10 “Overall” di Nielsen – ovvero i ranking settimanali che includono serie originali, titoli in licenza e film –, tra le quali figurano, nell’arco di ormai quasi sei anni, due soli contenuti distribuiti da Apple TV. Ripercorrendo rapidamente il nostro monitoraggio, nel 2021 è proprio Ted Lasso la prima e unica serie della piattaforma a figurare in classifica; nel 2022 non si registra alcuna presenza di Apple TV, mentre nel 2023 è di nuovo soltanto Ted Lasso a entrare in Top 10. Dopo un 2024 nuovamente a zero presenze, nel 2025 è stato il premiatissimo ritorno di Severance a conquistare un posto in classifica, in corrispondenza del finale di stagione.
Al momento, dunque, Ted Lasso risulta l’unico prodotto di Apple TV in grado di esondare con regolarità oltre il bacino di pubblico ancora relativamente limitato del servizio e di competere con l’offerta seriale degli altri streamer. Facendo sempre riferimento ai ranking Nielsen, è possibile apprezzare l’affermazione graduale della serie nel pieno dell’emergenza Covid – tra 2020 e 2021 – e la sua successiva capacità di confermarsi tra gli appuntamenti comedy più trasversali nel panorama televisivo odierno. La prima stagione, composta da 10 episodi e distribuita settimanalmente dalla metà di agosto 2020, rientra solo parzialmente nel perimetro di analisi delle Top 10 Nielsen – avviate proprio nel settembre dello stesso anno – e non figura mai in classifica. È però proprio in quei primi mesi di pandemia che la serie accumula un capitale di interesse che emerge con chiarezza già nel 2021: con l’uscita della seconda stagione (12 episodi, spostata a fine luglio) arrivano le prime tre presenze di Apple TV in Top 10, in corrispondenza dell’uscita degli ultimi tre episodi, per un totale di 24,5 milioni di ore di visione. Un risultato tutt’altro che scontato, considerando non solo il numero ancora limitato di episodi a disposizione degli spettatori, ma anche la loro durata contenuta (tra i 30 e i 40 minuti), poi giunta non di rado oltre i 60 minuti a partire dalla terza stagione.
Il definitivo salto di qualità, in termini di audience, arriva con l’uscita della terza stagione (12 episodi) nella primavera del 2023. Tra la metà di marzo e la fine di maggio Ted Lasso rimane in classifica per 10 settimane con 125,7 milioni di ore di visione complessive. Vale la pena notare, peraltro, che ciò accade in un periodo denso di uscite seriali di peso in contro-programmazione, come gli ottimi esordi di The Night Agent, Beef e The Diplomat su Netflix, ma anche la terza stagione di The Mandalorian su Disney+. Come detto in apertura, la quarta stagione è riuscita nel non scontato compito di mantenere intatto il legame con il pubblico generalista sancito dalla terza stagione, nonostante i tre anni di iato e le circostanze anomale che avevano accompagnato l’ascesa della serie nel biennio 2020-2021. Ted Lasso torna al formato iniziale di 10 episodi e allo slot distributivo originario di agosto – senza recuperare, tuttavia, il classico minutaggio ridotto da comedy – e consolida il successo del 2023, con 10 presenze consecutive in Top 10 e 146,7 milioni di ore di visione, per una media di quasi 15 milioni di ore settimanali, contro i 12,6 milioni della stagione precedente. Segnaliamo come sempre, tuttavia, che i confronti diretti tra l’audience di stagioni differenti sono in parte viziati dalla metodologia di reporting di Nielsen, che non scorpora il singolo apporto dei nuovi episodi in uscita, limitandosi ad offrire un totale cumulato cui concorrono, verosimilmente, anche le passate stagioni.

Nel dettaglio delle dieci settimane comprese tra quella del 3 agosto e quella del 5 ottobre, la serie ha esordito con 14,4 milioni di ore, toccando il picco alla terza settimana (17,5 milioni) per poi assestarsi su valori compresi tra i 12 e i 16 milioni, fino al rialzo registrato in corrispondenza del finale di stagione (15,7 milioni). Un andamento che, messo a confronto con quello delle serie più performanti nel medesimo frangente, restituisce bene la statura ormai raggiunta dal titolo: Ted Lasso procede di fatto appaiata a uno dei prodotti di punta di Paramount+, Lioness, mentre titoli come Outer Banks e Beauty in Black (entrambi Netflix) toccano picchi più elevati ma – come più volte sottolineato nelle nostre analisi precedenti – con una permanenza in classifica sensibilmente più breve.
Naturalmente, su questi andamenti divergenti incide in modo decisivo il modello di distribuzione settimanale, che consente di mantenere viva l’attenzione degli spettatori episodio dopo episodio. Non a caso, nel 2026 tutte le serie rimaste in Top 10 in ogni settimana di uscita di un nuovo episodio sono titoli che non ricorrono al binge release: è il caso di House of the Dragon (9 presenze), Lioness (8), The Boys (8) e The Pitt (16).
In prospettiva futura, se gli Emmy appena assegnati certificano il ruolo ormai centrale di Apple nell’ambito della prestige TV, i dati Nielsen confermano che Ted Lasso continua a svolgere per il servizio una funzione strategica di primo piano. Il dramedy sportivo è infatti l’unico titolo capace di essere, per così dire, più grande della piattaforma che lo ospita, e dunque di fare da traino verso Apple TV per un pubblico che altrimenti difficilmente vi approderebbe. Resta da capire se, con il progressivo ampliarsi del portfolio seriale, Apple riuscirà a trovare un’altra serie in grado di imporsi presso il grande pubblico sulle orme di Ted Lasso. Ci sono, certamente, i drama di forte richiamo – e ad altissimo budget – come Severance e Pluribus, penalizzati però da cicli produttivi piuttosto lunghi, che rendono difficile consolidare un appuntamento periodico con gli spettatori. La sensazione è che i segnali più promettenti arrivino proprio dal comparto comedy, con titoli come The Studio e il già citato Widow’s Bay, entrambi già rinnovati per una seconda stagione.
(Giovanni Ceccatelli)

