
Riprendiamo il nostro osservatorio sul mercato dello streaming nordamericano, avviato lo scorso anno, passando in rassegna i report settimanali di visione pubblicati da Nielsen nel primo trimestre del 2026. Come di consueto, prendiamo in esame i titoli apparsi all’interno della Top 10 generale, comprensiva, cioè, di nuove uscite seriali e cinematografiche, ma anche di contenuti di library. Ricordiamo anche che i consumi tracciati da Nielsen fanno riferimento unicamente alle connected tv utilizzate sul territorio statunitense e che, nel caso di contenuti disponibili contemporaneamente su più di un servizio o di serie con più di una stagione, non è possibile isolare lo specifico apporto di un dato servizio o di una data stagione dal monte ore complessivo. L’esatto arco temporale qui considerato include le 13 settimane comprese tra il 29 dicembre 2025 e il 29 marzo 2026.
Cominciamo dimensionando la mole di consumi rilevata in questa prima fase dell’anno. Nelle 13 settimane in oggetto i 10 titoli più visti sul mercato locale generano, in media, poco più di 200 milioni di ore di visione: si tratta di un dato superiore a quello del 2025, quando, nel medesimo intervallo, la media si attestava attorno ai 180 milioni di ore. In questo senso risulta determinante il contributo garantito, nei primi giorni dell’anno, dal gran finale di Stranger Things. Si consideri che nella settimana a cavallo tra 2025 e 2026 – ovvero quella tra 29 dicembre e 4 gennaio –, in concomitanza con l’uscita del secondo blocco di episodi della serie, si registra il volume di consumi più elevato da quando, nel 2021, Nielsen avvia la pubblica delle proprie classifiche. Il monte ore complessivo generato dalla Top 10 giunge infatti a 297 milioni – superando i 282 milioni dell’ultima settimana del 2024, interessata dal ritorno di Squid Game – circa la metà dei quali imputabili a Stranger Things.
Per quel che concerne, poi, i rapporti di forza emersi tra i vari servizi di streaming nel trimestre, come ampiamente prevedibile – e in linea con quanto più volte osservato in precedenti occasioni – Netflix conferma il proprio primato e il netto distacco rispetto alla concorrenza. Una quota pari al 53% delle occorrenze complessive in classifica nell’arco delle 13 settimane analizzate è appannaggio di titoli presenti sul catalogo Netflix; il servizio streaming più vicino è HBO Max, con una quota del 16%. Anche considerando il numero netto di prodotti presenti in Top 10 – conteggiando, quindi, una sola volta le serie o i film presenti in più settimane – Netflix primeggia per distacco, con un totale di 20 serie e 6 film. Seguono: Peacock con 8 titoli totali, Hulu 7, Paramount+ 4, Pluto TV e Prime Video 3, HBO Max e Disney+ 2.
La primazia di Netflix si manifesta in modo chiaro anche considerando la vetta dei ranking, che in 12 settimane su 13 presentano al vertice un titolo fruibile sul servizio. A dominare le classifiche settimanali sono in tutti i casi serie originali Netflix (in ordine di apparizione in Top 10: Stranger Things, His & Hers, Bridgerton, The Lincoln Lawyer, The Night Agent, Virgin River, Beauty in Black), con la sola eccezione del successo cinematografico della stagione invernale Zootopia 2, disponibile su Disney+.
Analizzando più nel dettaglio la composizione delle Top 10, si rileva anzitutto una sparuta presenza di novità seriali del 2026: sono appena 6, a fronte di 28 serie con almeno una stagione alle spalle. L’esordio più forte è quello della miniserie His & Hers, che parte con 23 milioni di ore di visione tra 5 e 11 gennaio, raggiungendo poi la vetta del ranking nei sette giorni successivi con 37 milioni di ore e spodestando Stranger Things dopo 9 settimane di dominio. In sole 4 settimane di presenza in classifica la miniserie totalizza l’equivalente di 23 milioni di riproduzioni integrali, un dato notevole per questo tipo di formato e paragonabile alla performance di Adolescence nella prima metà del 2025.
Quanto ai titoli returning, svettano in primo luogo serie distribuite a cavallo tra 2025 e 2026. Oltre alla già citata Stranger Things – che tra 5 e 11 gennaio aggrega il volume di consumi settimanali più elevato di sempre nel monitoraggio Nielsen – anche Landman si conferma come uno dei prodotti di punta di Paramount+, estendendo la propria presenza in classifica (iniziata alla fine di novembre 2025) per le prime 5 settimane del 2026. Risale invece alla seconda settimana di gennaio l’uscita della seconda stagione del premiatissimo medical The Pitt, distribuito con il consueto calendario dilazionato su HBO Max e rimasto in classifica ininterrottamente da allora con una media di ben 19 milioni di ore viste settimanali.
Tornando infine nel perimetro Netflix, risultano positivi anche i dati della quarta stagione di Bridgerton, distribuita in 2 blocchi di episodi tra fine gennaio e fine febbraio. La serie si posiziona al vertice della classifica in 3 settimane distinte, registrando il miglior dato settimanale – escludendo per un attimo un caso a sé stante come quello di Stranger Things – dal ritorno di Wednesday lo scorso settembre. È però interessante notare che, rispetto alla terza stagione, uscita nella primavera del 2024, Bridgerton registra una crescita dei consumi contenuta al debutto del primo blocco di episodi (+9%, potendo contare, però, su un minutaggio aumentato) e un calo del 3% all’uscita del secondo blocco.
Chiudendo sul versante cinematografico, ammontano ad appena 8 i film rientrati in classifica, equamente suddivisi tra uscite direct-to-streaming e release theatrical. Solo tre film figurano in Top 10 per due settimane consecutive: si tratta, oltre al già ricordato Zootopia 2, degli originali Netflix War Machine e The Rip. Risulta particolarmente significativa la performance di Zootopia 2, che con 29 milioni di ore (16 milioni di views) registra il miglior debutto in streaming per un film dall’uscita di Happy Gilmore 2 la scorsa estate. Segue, con un ottimo totale di circa 23 milioni di ore (12 milioni di views), The Rip, prodotto originale frutto della collaborazione tra Netflix e la società di produzione fondata da Ben Affleck e Matt Demon, Artists Equity.
(Giovanni Ceccatelli)

