Annuario TV

Al via i primi mondiali di calcio a 48 squadre

Con l’incontro inaugurale tra Messico e Sudafrica ha preso il via l’edizione numero 23 del Campionato mondiale di calcio maschile, ospitato da Messico, Canada e Stati Uniti. Si tratta della prima edizione a portare a 48 il numero di squadre partecipanti, per un totale di 104 partite: ben 40 in più rispetto a quelle previste dalla formula a 32 nazionali, introdotta ai mondiali di Francia del 1998. Per gli spettatori italiani si tratta anche dei primi mondiali visibili integralmente in streaming: sebbene Rai abbia mantenuto i diritti di trasmissione in chiaro su 35 incontri – quasi la metà di quelli proposti nell’edizione precedente –, tutte le 104 partite saranno disponibili solo su Dazn.

L’incremento delle partite complessive, la centralità di Dazn nella copertura dell’evento e l’anomala collocazione oraria delle partite – i mondiali si disputano infatti tra 4 fusi orari differenti – sono variabili che indubbiamente incideranno sul bacino di audience italiana della manifestazione, offrendo materiale interessante per un prossimo confronto con i dati delle edizioni passate. Vale la pena ricordare, inoltre, che gli ascolti di quest’anno saranno calcolati secondo lo standard total audience Auditel, ovvero conteggiando l’apporto dei consumi da small screen. D’altro canto, la reiterata assenza della nazionale italiana contribuisce a rendere coerente il raffronto tra l’edizione appena iniziata e le due precedenti, tenutesi in Russia nel 2018 e in Qatar nel 2022.

In questo senso, la partita di ieri sera costituisce un primo indicatore. L’audience registrata da Messico – Sudafrica su Rai 1 è stata pari a 4,8 milioni di spettatori nel minuto medio, per il 27%,1 di share. La partita inaugurale di Qatar 2022, disputata tra la nazione ospitante e l’Ecuador aveva invece totalizzato, sempre su Rai 1, 4,7 milioni di spettatori medi (SH 29,5%). Ricordiamo, però, che i mondiali del Qatar erano stati i primi a svolgersi in autunno, con una parte consistente delle partite – l’incontro inaugurale incluso – posizionate nel pomeriggio. Tornando poi indietro ai mondiali di Russia 2018 – i primi trasmessi in esclusiva sulle reti Mediaset – il match inaugurale tra Russia e Arabia Saudita, anche in questo caso disputato nel pomeriggio, aveva raggiunto un ascolto medio pari a 3,4 milioni (SH 29,8%). La partita era poi risultata la meno seguita tra quelle trasmesse in chiaro dall’ammiraglia Mediaset.

Quanto ai dati generali registrati dalle edizioni 2018 e 2022, ricordiamo che le 64 partite dei mondiali di Russia trasmesse in chiaro sulle reti Mediaset – tra Canale 5, Italia 1, Canale 20 e Mediaset Extra – avevano totalizzato un AMR medio di 4,5 milioni a partita, per il 27,6% di share. Un dato che era giunto fino a una media di 7,1 milioni (SH 34,2%) per le sole partite in prime time. Complessivamente, la manifestazione era valsa a Mediaset ben 297 milioni di spettatori, con un picco di 11,7 milioni e 66,6% durante la finale (in pomeridiana) tra Croazia e Francia.

Qatar 2022 – anche in questo caso trasmesso interamente in chiaro, ma sui canali Rai – si era chiuso, invece, con un AMR medio di 3,9 milioni a partita (SH 24,5%). Il dato era giunto fino a una media di 5,7 milioni per le sole partite trasmesse sulla rete ammiraglia, con il miglior risultato raggiunto grazie alla spettacolare finale tra Francia e Argentina. L’incontro, proposto in pomeridiana e protrattosi fino ai calci di rigore, aveva totalizzato un AMR pari a 12,9 milioni e una share pari a 68,6%. Cumulativamente, l’edizione si era attestata al di sotto degli ottimi risultati di Russia 2018, fermandosi a 254 milioni di spettatori complessivi.

Come anticipato, la trasmissione in chiaro di sole 35 partite – di cui 17, già programmate, relative alla fase a gironi – incide in modo importante sul bacino di audience raggiungibile dal servizio pubblico. Tuttavia, nel corso delle prossime settimane tracceremo la performance di questi inediti mondiali americani, fino alla finale del 19 luglio, offrendone poi un bilancio conclusivo.

(Giovanni Ceccatelli)

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