Annuario TV

Un mondiale in streaming

Con l’ufficializzazione dell’acquisizione dei diritti di trasmissione della Coppa del mondo di calcio 2026 da parte di Dazn, avvenuta lo scorso 27 febbraio, la distribuzione televisiva dello sport entra in una nuova fase; il passaggio è epocale e segna non solo una netta discontinuità con il passato, ma anche il consolidamento dello streamer Dazn, come soggetto sempre più centrale nelle dinamiche del comparto. Per la prima volta nella storia, quindi, una piattaforma OTT trasmetterà interamente un campionato mondiale di calcio nel nostro paese e lo farà proprio con l’edizione record dal punto di vista delle nazionali partecipanti (saranno 48 per un totale di 104 partite), in programma dall’11 giugno al 19 luglio tra Stati Uniti, Canada e Messico.

L’accordo, che prevede anche il rilancio della piattaforma FIFA+, s’inserisce in una sinergia globale tra la FIFA e Dazn con partnership analoghe anche in altri paesi europei. A garantire una “finestra” sui mondiali in chiaro sarà Rai che si è aggiudicata i diritti di trasmissione free che comprendono 35 partite e la disponibilità totale di tutti gli highlights e dei diritti radiofonici, nella speranza, naturalmente, che tra quei match possano rientrare anche quelli della nazionale italiana, attesa dagli spareggi per accedere alla fase finale nell’ultima settimana di marzo.

Le edizioni precedenti

Il colpo messo a segno da Dazn è solo l’ultimo tassello di un percorso ricco di cambiamenti radicali che hanno portato spettatori e appassionati italiani a doversi rivolgere, di volta in volta, a players differenti. Il primo grande turning point nella storia dei mondiali in tv risale a vent’anni fa; nella trionfale edizione del 2006 in Germania, infatti, fece il suo ingresso nella “partita” dei diritti la pay-tv satellitare Sky che si aggiudicò l’intero torneo mentre alla Rai restarono solamente 25 match su 64, tra cui, naturalmente, tutti quelli della nazionale nella memorabile cavalcata conclusasi con la finale vittoriosa di Berlino e con le due telecronache, quella più istituzionale di Marco Civoli e quella più “urlata” di Fabio Caressa, entrate allo stesso modo nell’immaginario collettivo.

Lo schema si replicò anche per i due mondiali successivi, del 2010 in Sudafrica e del 2014 in Brasile, che videro entrambi l’eliminazione dell’Italia nella fase a gironi. Un cambiamento inatteso si verificò in occasione dell’edizione di Russia 2018 quando, complice la mancata qualificazione della nazionale, il servizio pubblico si defilò e fu Mediaset a ottenere i diritti trasmettendo tutte le partite in chiaro: la prima volta di un mondiale senza canone né abbonamento. Il broadcaster commerciale confezionò un’offerta trasversale e generalizzata di appuntamenti e approfondimenti, sperimentando anche una copertura digital con un’app dedicata che moltiplicò l’effetto di trascinamento: alla fine, furono quasi 300 milioni i telespettatori complessivi delle 64 partite e 600mila i download dell’app.

Nel 2022, la competizione si svolse in Qatar nell’insolito periodo invernale; nonostante la nuova assenza della nostra nazionale, la Rai si “riprese” l’intero pacchetto fermandosi a 254 milioni di spettatori complessivi, ma con il picco di 16 milioni e oltre il 74% di share per i calci di rigore della finale Argentina e Francia del 18 dicembre. Dopo due edizioni totalmente free, quindi, torna il vincolo della sottoscrizione per accedere all’evento calcistico più importante e seguito.

Gli accordi di trasmissione all’estero

E negli altri Paesi? Quali dinamiche e quali players stanno emergendo nei singoli contesti nazionali? Per ora, lo scenario sembra comporsi a macchia di leopardo, con una prevalenza della dimensione pay e una persistenza della trasmissione in chiaro grazie anche ai cosiddetti listed events, l’elenco di eventi che obbligatoriamente per legge devono essere trasmessi in chiaro e che variano da paese a paese a seconda delle tradizioni e culture nazionali, ma che trovano nei mondiali di calcio un punto in comune. Il caso più simile all’Italia è quello della Spagna, dove Dazn ha acquisito l’esclusiva streaming dell’intera competizione lasciando al servizio pubblico di RTVE la messa in onda di una partita al giorno.

In Germania, Deutsche Telekom si consolida come player “sportivo” per eccellenza; la telco si è aggiudicata i diritti del torneo cedendo in sub-licenza 60 match ai due servizi pubblici ARD e ZDF per la trasmissione in chiaro e tenendo i restanti incontri per la messa in onda sul proprio canale online a pagamento MagentaTV. Deutsche Telekom sarà leader anche per gli europei del 2028. Situazione del tutto inedita è quella che si osserva in Francia, dove il mondiale sarà trasmesso da Ligue1+, la piattaforma di proprietà del massimo campionato di calcio (Ligue 1) che è stata lanciata nel corso di questa stagione 2025/26 dopo il mancato rinnovo proprio con Dazn, e che si consolida così come alternativa credibile di gestione in house da parte del sistema calcistico francese; il broadcaster commerciale M6, ad ogni modo, ha già acquisito 54 partite da trasmettere in chiaro.

Fedele alla sua tradizione free-to-air rimane, invece, la Gran Bretagna; come avviene da anni in occasione di questo tipo di eventi, infatti, BBC e ITV hanno rinnovato l’accordo per suddividersi equamente le partite in programma (vale anche per i mondiali 2030 di Spagna, Portogallo e Marocco), garantendo così ai propri telespettatori quell’idea di sport come public good, accessibile e disponibile universalmente. D’altra parte, l’elenco dei listed events oltremanica parla chiaro e prevede che la Coppa del mondo di calcio nella sua interezza debba essere trasmessa gratuitamente.

Infine, uno sguardo ai Paesi ospitanti. Negli Stati Uniti, la manifestazione sarà trasmessa da FOX attraverso i canali FOX (69 partite) e FS1 (35 partite) e via streaming su FOX One e l’app FOX Sports; per il pubblico ispanofono, sarà il gruppo Comcast NBCUniversal a occuparsi dell’evento con 92 match su Telemundo e 12 su Universo, oltre allo streaming su Peacock e Telemundo App. In Canada, invece, la copertura sarà garantita dal colosso Bell Media che distribuirà i 104 match tra free e pay su canali controllati come il tematico sportivo TNS (una quota è detenuta da ESPN) e la versione per il pubblico francofono del canale RDS, oltre al generalista CTV, mentre in Messico sarà Televisa a occuparsi della messa in onda dell’intera competizione, lasciando a TV Azteca (il secondo gruppo del paese) 32 match in chiaro.

La nuova fase della copertura dello sport nell’era dello streamcasting è appena cominciata.

(Paolo Carelli)

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